Grace e Mason lavorano in un centro per ragazzi con problemi familiari, alle prese giorno dopo giorno con tentativi di fuga e complicate situazioni da risolvere. Loro stessi però hanno avuto un’infanzia difficile, e quando lei scopre di essere incinta, arriva per loro il momento di prendere decisioni importanti.
Cast: Brie Larson, John Gallagher Jr, Kaitlyn Dever, Stephanie Beatriz, Rami Malek. La protagonista è Brie Larson, protagonista qualche anno fa della serie tv "United States of Tara" e poi insieme a Channing Tatum e Jonah Hill in "21 Jump Street". Insieme a lei anche John Gallagher Jr che dopo una lunga carriera teatrale, si può ammirare nella serie tv "The Newsroom".

La genesi del film e Brie Larson
Il mondo delle case famiglia non è sconosciuto allo scrittore e regista di Short Term 12, Destin Cretton. In realtà, egli ha modellato uno dei personaggi del film, Nate - un nuovo arrivato - come se stesso. "Dopo la laurea al college, non riuscivo a trovare un lavoro e un mio amico mi disse di una casa famiglia per ragazzi a rischio che stava assumendo," ricorda il regista. Al suo primo giorno, un ragazzo che aveva fatto una bella chiacchierata con Cretton, aveva subito dopo gettato improvvisamente una sedia contro di lui. "E 'stato di gran lunga, una delle esperienze più spaventose che abbia mai avuto. Ero davvero impaurito di fare qualcosa di sbagliato e rovinare questi ragazzi più di quanto già non lo fossero. Ma dopo un mese o giù di lì, mi sono innamorato di questo ragazzo."
E 'un'esperienza che ha cambiato Cretton mentre stava completando il suo percorso di studi in Film and New Media alla San Diego State University. Per il suo progetto di tesi ha diretto un "corto" dal titolo "Short Term 12" sulla base della sua esperienza in questa casa famiglia. Il film ha vinto il Premio della Giuria al Sundance nel 2009 e ha spinto Cretton a crearne una versione cinematografica. "Ero un po' un regista alle prime armi, e qualcuno mi ha detto che se si fosse andati al Sundance, era meglio avere una sceneggiatura pronta. Così ne ho scritta una."
Nel corto viene presentato un uomo, chiamato Denim, come lead supervisor della propria casa che bada ai ragazzi ogni giorno. Per il lungometraggio Cretton ha pensato però alla creazione di un nuovo personaggio, Grace, nel ruolo del supervisore. Il ruolo è stato affidato alla fantastica Brie Larson, di cui Cretton era un fan: "Lei è così genuina e spontanea, anche in scene comiche. Sembra sempre che a parlare siano le sue emozioni, mentre, al contrario, dietro ogni interpretazione c'è un grande studio". Larson, che era coinvolta in un altro progetto in Georgia, quando ha ricevuto il copione si è immediatamente messa in contatto con il regista. "Nel giro di 10 pagine ho sentito che il copione aveva qualcosa di speciale, un'occasione per mettersi alla prova.
L'attrice si mise immediatamente a sviluppare il suo personaggio, sottolinea il regista. "Ha lavorato su se stessa per mettersi nei panni di Grace. Mi ha fatto domande intelligenti per conoscere meglio l'ambiente della casa famiglia, non per diventare più esperta di questi centri, ma per immedesimarsi meglio in Grace. Questa è la ragione per cui la sua performance è così credibile e realistica."

Le note di Alberto Brumana su "Il Fatto Quotidiano" del 25/02/2014
"Ci sono film che girano il mondo attraverso i festival. Prendiamo Short Term 12, che personalmente ho trovato uno dei migliori titoli del 2013. Ha iniziato a marzo dello scorso anno, vincendo il South by Southwest Film Festival. Da lì ha attraversato gli Stati Uniti (tra gli altri, premio del pubblico a Los Angeles, due premi a Maui), poi è sbarcato in Europa, tra Belgio (premio del pubblico a Gent), Estonia (miglior film a Tallinn), Spagna (premio del pubblico a Valladolid) e Svizzera (tre premi a Locarno). È passato anche per un piccolo festival italiano, con una proiezione al Sottodiciotto di Torino. Ma non ha avuto alcuna distribuzione nel nostro Paese, pur essendo uscito nelle sale americane, australiane e di mezza Europa. Un titolo come questo però è assolutamente da recuperare.
L’immagine di uno spettatore che si asciuga una lacrima con un bel sorriso stampato in faccia è la migliore recensione possibile di Short Term 12. Lo ammetto, è quanto mi è successo dopo aver visto questo film, una piccola commedia drammatica americana, che colpisce allo stomaco, ma finisce per riempire il cuore. Informandomi su questo titolo, mi aveva incuriosito la pagina di Rotten Tomatoes, il sito che raccoglie le recensioni dei critici americani. Il loro termometro segnava 99%: su 143 recensioni, ben 141 erano positive. “Possibile?”, mi chiedevo. “Assolutamente sì”, è la risposta dopo aver visto il film. Perché Short Term 12 è un film assolutamente sincero, perfetto nella sua imperfezione da produzione indipendente, arricchito da due splendide interpretazioni (Brie Larson al momento ha già vinto una decina di premi per il suo ruolo) che riescono a far provare una stupefacente empatia per personaggi complessi e fuori dal comune. Anche il tema dell’affidamento di ragazzi problematici è trattato senza superficialità e spesso superando il politicamente corretto (lo stesso regista viene da un’esperienza lavorativa in un centro simile allo Short Term 12).
Una parola anche per le musiche, che sottolineano i momenti più drammatici o comici riuscendo a non enfatizzare eccessivamente immagini già di per sé già molto cariche.
Un dramma indipendente realistico e sincero nella sua rappresentazione del lavoro sociale, che a volte richiama i grandi ritratti documentari di Frederick Wiseman” – Ethan Gilsdorf, Boston Globe."

Il commento del 66° Festival di Locarno
"Quasi 10 minuti di applausi e pubblico tutto in piedi per celebrare l'impresa di Destin Cretton, giovane regista americano che ha provocato l'emozione più grande in un concorso iniziato un po' in sordina. Per farlo Cretton si è affidato a un cast di attori pressoché sconosciuti e a una storia di disagio giovanile; un po' dalle parti di Gus Van Sant e dei suoi "ragazzi perduti", un po' in quelle di certo cinema indipendente che utilizza la macchina da presa per sondare i lati oscuri del paesaggio americano. Per non lasciarsi confondere e per meglio tratteggiare i caratteri universali della sua vicenda "Short Terms 12" si colloca lontano dalla metropoli, in un luogo imprecisato e definito più che altro dalla casa famiglia da cui il film prende il titolo, in cui Grace e il fidanzato si prendono cura degli adolescenti che entrano nell'istituto per cercare di sconfiggere il malessere che li divora, nel tentativo di rimetterli sulle frequenze del mondo dal quale voglio scappare. Una vita quotidiana senza un attimo di tregua, espressa attraverso un flusso emotivo che non prevede vie di mezzo: la gioia così come il dolore sono facce della stessa medaglia che Grace (Brie Larson) affronta facendo i conti con un passato non dissimile da quello dei suoi giovani pazienti. L'arrivo di Jayden, quattordicenne scontrosa ma piena di talento lo farà riemergere in maniera drammatica e con sviluppi sconvolgenti.
Il soggetto che Cretton porta sullo schermo è di per sé incandescente e difficile da raccontare, perché il dolore di un'adolescenza maltrattata e ferita, pur nella sua bruciante attualità, continua ad essere oggetto di facile retorica e di una condivisione che sfocia spesso in un paternalismo che non lascia traccia. Qui, invece, a discapito di un intreccio convenzionale, incentrato sull'interazione di un gruppo di persone che cerca di convivere in un'armonia delegittimata da una serie di non detti che pesano come macigni (abusi, abbandono, indifferenza, senso di colpa, inadeguatezza) riesce ad emergere con sorprendente verità il crogiolo di opposte pulsioni che squarcia l'esistenza di un'umanità "interrotta". Cretton con sorprendente finezza psicologica e senza mai calcare la mano nella resa di situazioni che altrove, pensiamo al cinema di Larry Clark ("Marfa Girl", 2012) ma non solo, diventerebbero oggetto di ossessione voyeuristica, riesce a farci sentire la violenza e l'afflizione dei protagonisti in una continua alternanza di stati d'animo e di tensione che i volti degli attori sono capaci di esprimere senza proferir parola. Immerso in una luce delicata e a tratti crepuscolare, girato con stile controllato ma in grado di lasciare spazio ad un'improvvisazione evidente nei continui aggiustamenti della macchina da presa sulla natura recalcitrante e sfuggente dei personaggi, "Short Term 12" compie il suo capolavoro quando dimentica di essere cinema ed inizia a respirare con i battiti dell'esistenza. Un processo non facile che Cretton riesce a realizzare guardando il mondo con gli occhi dei suoi personaggi, evitando di scadere nell'accondiscendenza o peggio ancora nella facile sociologia. Un mix di equilibrio e spontaneità che deve molto all'immedesimazione di Brie Larson, da questo momento favorita per il premio come migliore attrice e perfetta nel delineare la lotta interiore di Grace, eroina di un quotidiano faticoso e logorante, in un'altalena di felicità e disperazione. Sviluppato dall'omonimo corto realizzato nel 2009 e vincitore del premio della giuria al Sundance Film Festival, "Short Term 12" è fortemente candidato alla vittoria finale. Al di là di ciò, speriamo lo si possa vedere presto anche in Italia."

Scheda film

Data di uscita
23 agosto 2013
Paese
USA
Regia
Destin Daniel Cretton
Sceneggiatura
Destin Daniel Cretton
Fotografia
Mary Alexandra
Interpreti
Brie Larson, John Gallagher Jr., Kaitlyn Dever, Stephanie Beatriz
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