Montréal, dicembre 1989. Valérie, brillante studentessa all'École Polytechnique, sogna di diventare ingegnere aeronautico, nonostante le resistenze di superiori burocrati che ritengono incompatibili l'essere donna col fare carriera. Non la pensa diversamente ma in maniera più radicale uno studente del Politecnico, che armato di fucile e follia irrompe nell'Ateneo sparando e uccidendo soltanto le ragazze. Sopravvissuta miracolosamente all'attentato, Valérie proverà a ricostruirsi una vita in un mondo di uomini.
Polytechnique è un affresco cubista che raffigura con distacco il massacro consumatosi il 6 dicembre 1989 nell'omonima scuola di Montréal: una strage in cui un giovane armato di fucile e fermamente determinato "A mandare al Creatore le femministe che mi hanno sempre rovinato la vita" ha sterminato quattordici donne.

Aperto da un incipit esplosivo e sostanzialmente diviso in tre parti (il prima, il durante e il dopo d ella carneficina), il film non si crogiola nella retorica lacrimogena, ma predilige le atmosfere sospese e l'osservazione fenomenologica, evitando accuratamente di indagare i perché del massacro, concentrandosi invece sul come. Una scelta che elimina radicalmente la questione delle cause, mettendoci di fronte a un soggetto misogino pienamente formato e altrettanto pienamente consapevole delle proprie decisioni.
Spesso la camera si blocca senza seguire le traiettorie dei personaggi ripresi, lasciandoli allontanare di spalle. In questo gesto si indovina un duplice significato: l'inconsapevole fatalità dei loro percorsi e l'impotenza di uno sguardo che non può far altro che assistere passivamente alla tragedia incombente.  A smorzare l'effetto shock provvede un sonoro che rimpiazza il frastuono delle detonazioni e delle grida di panico con un commento musicale sibilante e rarefatto.
L'École Polytechnique si tramuta nel teatro di un'assurda, meccanica ecatombe: ispirandosi figurativamente a Guernica, la cinepresa si contorce in rotazioni destabilizzanti, in prospettive rovesciate, si innalza verticalmente fino a trasfigurare il luogo della tragedia in astrazione insensata. Una rappresentazione della follia umana di geometrica, inarginabile (s)compostezza.

Scheda film

Data di uscita
6 febbraio 2009
Paese
Canada
Regia
Denis Villeneuve
Sceneggiatura
Jacques Davidts, Denis Villeneuve, Eric Leca
Fotografia
Pierre Gill
Interpreti
Maxim Gaudette, Sébastien Huberdeau, Karine Vanasse
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