Obscuro Barroco di Evangelia Kranioti (Francia, 2018)

Sabato 5 Ottobre alle h 21 presso Via Baltea, via Baltea 3, Torino, verrà proiettato il Docufilm Obscuro Barroco di Evangelia Kranioti (Francia, 2018).
"L'istante continuamente ricercato e catturato dallo sguardo di Evangelia Kranioti, nella voce di Luana Muniz e nelle parole di Clarice Lispector, arriva diretto allo spettatore nel flusso di immagini di Obscuro Barroco, un saggio più che un documentario che come in Acqua viva, da cui provengono gli estratti, c'è il desiderio di affermare un sé istantaneo, fatto di emozioni, ricordi, sogni, impressioni. Il lavoro di Kranioti ricalca proprio quel fosforescente silenzio della pagine di Acqua viva, nei corpi dipinti di vernice, nei colori delle notti della città di cui Luana Muniz è ancora la regina indiscussa, Rio de Janeiro.

Lei, transgender, prostituta, attivista, corpo politico che è la voce delle periferie di quel luogo edenico, inferno e purgatorio, città piena di fascino e contraddizioni, di feste, danze, musica e disperazione.

Un clown triste compare a più riprese, malinconico il suo volto e la sua maschera, spaurito in mezzo alla folla che festeggia il Carnevale più famoso del mondo.

"Voglio impossessarmi dell'è della cosa" sono le parole di Clarice Lispector al suo amante che aveva smesso di amare ma a cui non smetteva di scrivere, nella sua incessante ricerca del linguaggio e a cui scriveva con tutto il suo corpo "scagliando una freccia che penetri nel punto tenero e nevralgico della parola". E quelle parole sono ripetute dalla calda voce di Luana, guida e musa per lo spettatore, morta poco dopo le riprese, vero punto incandescente di questo secondo lavoro di Evangelia Kranioti da cui si snoda tutto il discorso e la riflessione. Perché è con tutto il corpo che la Muniz parla, mentre la camera lo scandaglia punto per punto, ne sottolinea i dettagli, ne mostra le cicatrici, i tatuaggi, il logorio dovuto dai numerosi interventi e innesti. Luana è un corpo in continua metamorfosi, sinuoso e sfocato mentre in ralenti sale le scale. Leggera. Come una medusa - água viva in portoghese.

I corpi e i volti sono l'obiettivo della regista, quei corpi che, dopo aver ballato nei festeggiamenti carnevaleschi, sempre in quelle strade, lottano e urlano per i propri diritti. I travestiti, metamorfosi viventi, sono l'anima di Rio e allo stesso tempo la contraddizione più forte."

Trailer:https://vimeo.com/259275959
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