La trama
Dimmi cosa fai nel tuo scantinato e ti dirò chi sei. Ulrich Seidl, dopo la trilogia dedicata al “Paradiso“, continua il suo viaggio cinico e sorprendente alla scoperta della vera natura dell’uomo. Im Keller (Nello scantinato) è un documentario feroce e grottesco che coinvolge il lato privato – spesso privatissimo – dell’apparentemente placida popolazione austriaca, o almeno di una parte di essa.
Non c’è luogo più intimo della propria casa, rifugio dal mondo esterno e al contempo luogo pressoché esclusivo dove esercitare la libertà di essere totalmente se stessi. Ed è proprio nei pochi – o molti – momenti liberi vissuti nella propria casa, da soli o in coppia, magari esercitando le proprie passioni o lavorando ai propri hobby, che emerge il nostro spirito, il nostro modo di essere lontano dal giudizio sociale.
Partendo da questo assunto Siedl mette in fila un campionario eterogeneo e a volte inquietante di ciò che si nasconde dietro la facciata o, in questo caso, sotto la propria abitazione, nello scantinato. Un’umanità varia e serena che non ha niente da nascondere, protetta e al riparo nel seminterrato. Troviamo così il cacciatore spregiudicato, il musicista nostalgico, l’alcolista fanatico del nazismo, una dominatrice e il suo schiavo, il tenore gestore di un poligono. Un bestiario notevole, composto però da persone che potrebberro essere i nostri amici, i nostri vicini, i nostri parenti o, perchè no, anche noi stessi.
Molto sesso “non convenzionale”, ma soprattutto molti pensieri estremi in libertà. Commenti razzisti, ideologie pericolose, vizi impronunciabili, ma anche quotidianità banali non meno interessanti fatte di lavatrici, asciugatrici, tavernette, piani bar e stanze per la musica. I protagonisti si sentono al sicuro al riparo dalla coscienza collettiva pronta a giudicare ogni loro mossa del loro vivere “in superficie”. E qui, con magistrale talento narrativo, Seidl riesce ad estrapolare il succo di esistenze comuni, anche se ovviamente non scelte a caso. Forse l’unico limite di Im Keller – nella sua asettica ortogonalità delle inquadrature e nell’apparente oggettività del racconto – è quello di non riuscire sempre ad evitare il giudizio sui personaggi coinvolti, lì dove sono più vulnerabili.

Il regista
Ulrich Seidl, regista, scrittore e produttore austriaco. Nato nel 1952 a Vienna. Ha studiato giornalismo, arte, storia e teatro a Vienna, prima di entrare alla prestigiosa Accademia di Cinema di Vienna a 26 anni. E' il regista di numerosi documentari che hanno ricevuto dei premi. Il suo primo film, Dog Days, ha ricevuto il premio speciale della giuria nel 2001 al Festival del Cinema di Venezia. Il suo film successivo, Import Export e Paradise: Love, presentato alla competizione e al Festival di Cannes rispettivamente ne 2007 e nel 2012. Il suo ultimo film Paradise: Faith è stato proiettato al Festival di Venezia.

Il trailer
https://www.youtube.com/watch?v=hjvpwyJm89A

Scheda film

Data di uscita
2014
Paese
Austria
Regia
Ulrich Seidl
Sceneggiatura
Ulrich Seidl
Fotografia
Martin Gschlacht
Interpreti
-
Genere
documentario
collettivo.psicologia sinestesiateatro unito videocommunity cineteatrobaretti serenoregis psychetius arci cecchipoint officinecorsare