# Focus – Wrong Elements

Riportiamo qui sotto alcune interessanti recensioni e riflessioni sul tema del film.

"Sono passati 10 anni dalla pubblicazione de “Le Benevole”, romanzo shock sul nazismo con il quale Jonathan Littell fece scandalo in Europa e America nel 2006. Vincitore del Goncourt e del Gran Prix du Roman de l’Académie Francaise, “Le Benevole” fu un vero caso bibliografico al tempo: narrato in prima persona da un ufficiale nazista (gay) sopravvissuto alla guerra, lungo quasi 1000 pagine scritte tutte senza mai punto a capo, il romanzo di Littell è un viaggio dantesco nell’inferno della Seconda guerra mondiale e, soprattutto, nella mente di un nazista. Condito da diverse sequenze porno-horror ai limiti della sostenibilità, il libro mostra come l’orrore assoluto della Storia (l’Olocausto) si è sedimentato nella testa di uno degli esecutori di quell’orrore (e di tutti noi?). Tra psicanalisi, ricostruzione storica e riflessioni linguistico-filosofiche sul concetto di razza, il libro è senza dubbio il romanzo definitivo sulla Shoah, un’opera monstre che dimostra come la mente di un nazista colpevole in prima persona delle peggiori atrocità non sia, alla fine, diversa da quella di tutti noi. A ogni modo, dopo quel capolavoro controverso (in America venne stroncato, “è come Britney Spears” qualcuno scrisse), Littell è passato al cinema, girando “Wrong Elements“, documentario su Joseph Kony – criminale di guerra ugandese – ,presentato fuori concorso a Cannes il 14 maggio. C’erano grandi aspettative intorno all’esordio dietro la macchina da presa di Jonathan Littell, scrittore franco-americano che nel 2006 aveva spiazzato il mondo dell’editoria mondiale con il suo capolavoro-monstre Le benevole. Ora, nel passaggio dalla tastiera alla cinepresa, Littell vuole affrontare un’altra terribile pagina di dolore e ferocia, parlando dei crimini e massacri compiuti in Uganda dall’esercito di Jospeh Kony. Le aspirazioni di Wrong Elements sono manifeste: ricostruire la storia e la cronaca di quei tragici avvenimenti con le testimonianze dei sopravvissuti. Littell, è chiaro, desidera compiere in Uganda, la stessa operazione fatta da Joshua Oppenheimer per la “guerra civile” indonesiana con il suo dittico The Act of Killing e The look of silence.  Il documentario affronta una delle tante tragedie dell’Africa contemporanea, ossia l’arruolamento forzato di bambini-soldato da parte dell’esercito clandestino di Joseph Kony in Angola. Guru e leader carismatico, Kony da metà degli anni ’90 è il leader di un nutrito gruppo di giovanissimi soldati (spesso prelevati dalle campagne in età pre-adolescenziale e indottrinati alla guerra contro il governo centrale) chiamato LRA (Lord’s Resistance Army), colpevole di diverse stragi di civili. Tra alti e bassi, la LRA è riuscita a rimanere in vita nella giungla, mentre alcuni dei giovani ragazzi sono scappati e tornati alla vita “normale”. Considerati vittime di indottrinamento, questi ragazzini sono stati graziati da un’amnistia governativa e ora vivono la loro vita tranquillamente. Jonathan Littell ha intervistato questi giovani, cercando di capire come la loro mente ha reagito alle stragi commesse.
Se nel suo libro Littell decideva di dare la parola ad un carnefice, qui l’autore sceglie di parlare attraverso i ricordi di ex-bambini soldati e delle ex-schiave sessuali del LNA di Kony, di fissare un link empatico-traumatico con il pubblico. Purtroppo nel passaggio dalla parola scritta all’immagine Littell perde la forza immaginifica e virulenta della sua prosa. Le ottime intenzioni morali sono evidenti, un passato d’impegno attivo in ONG è lì a testimoniarlo, ma Littell con Wrong Elements non va oltre uno stanco e ingenuo didascalismo informativo, confuso tra la necessità di raccontare un fatto storico sconosciuto ai più e il desiderio di entrare immediatamente nel cuore concettuale della vicenda. I risultati di quest’incertezza non genera ibridi narrativi audaci o coraggiose sperimentazioni cinematografiche. Anzi, ed è davvero sorprendente da dire per il primo film di uno scrittore di tale talento, Wrong Elements si rivela, semplicemente, un lavoro nei limiti del compito ben fatto, necessario solo nella misura in cui aiuta a dare nuova attenzione a questa triste e terribile storia."
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