# Focus – Infinitely Polar Bear

Alcuni approfondimenti sul film

"Mark Ruffalo accarezza la bipolarità di un uomo che soffre, tra le altre cose, di sindrome maniaco-depressiva, in una commedia drammatica dove il peso della conflittualità con il prossimo, dell’isolamento, sono qui trattati con caotica intimità e leggerezza, fino a costruire l’ossatura di un film tenero e colorato sul tema dei disturbi mentali e sulla possibilità di convivere con essi senza il peso dello stigma sociale. L’attore è infatti Cam, un uomo affetto da disturbo bipolare, padre di due figlie, e sposato con Maggie (Zoe Saldana), nella Boston degli anni ’70. Il protagonista maschile, dopo un ennesimo ricovero in rehab, si trova a dover essere l’unico responsabile della vita quotidiana e dell’educazione delle bambine. E qui emerge la prima originalità del racconto.
L’assenza di stigmatizzazione della malattia mentale, la capacità di raccontare la normalità anormale eppure tenera di un uomo in perenne conflitto sia con se stesso, sia con la gestione della famiglia e nei rapporti con la moglie, anche grazie a un punto di vista che sembra essere quello disincantato eppure “liberal” dell’infanzia: è questo il vero valore di una pellicola che, con un tocco delicato, mostra diverse sfaccettature di rapporti umani senza appesantirli ad ogni costo con la piombatura della tragedia.
Tornando alle verità della storia, la regista Maya Forbes, erede della dinastia editoriale e affermata sceneggiatrice televisiva, esordisce non a caso sul grande schermo con questo film autobiografico che ha come titolo originale Infinitely Polar Bear. Ovvero con la storia di Maya e di sua sorella China, allevate per un lungo periodo dal padre, Cameron Forbes, affetto da disturbo bipolare, mentre la madre studiava per ottenere l'Mba alla Columbia.
"Quando avevo sette anni il mio mondo implose. Mio padre fu colpito da una serie di crisi depressive a causa delle quali i miei genitori si separarono. Ci trasferimmo da una casa in campagna a un minuscolo appartamento nella città di Cambridge. La famiglia di mio padre, una delle più note del New England, non ci aiutava finanziariamente a causa delle bizzarre regole della famiglia riguardo al denaro: non si poteva chiederne, era una vergogna" ha scritto nelle note di regia la Forbes.
E ancora la regista: "Volevo vedere un film umano sugli effetti della malattia mentale su una famiglia. Volevo vedere dei bambini reali. Volevo vedere un film sull'amore e sulle scelte difficili che le persone devono prendere ogni giorno".
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