#Focus – Ce qu’il Reste de la Folie

Ospedale Psichiatrico di Thiaroye, alla periferia di Dakar. Annegato dalla sovraesposizione, l'ospedale è il punto di partenza di questo viaggio attraverso la malattia mentale in Senegal. La porta di quello che sembra più simile a una cellula che un luogo di cura, si chiude con un tonfo ed eccoci qui, di fronte ad alcuni pazienti, bloccati con loro in questo luogo simbolo del pensiero occidentale. Il film ritrae e descrive diversi modi con cui è tratta la follia e con cui è interpretata la realtà. La diversità degli approcci disegna i contorni della storia e delle diverse identità che compongono il paese: animisti, esorcisti musulmani e cattolici, medicina psichiatrica occidentale.
La scrittrice Khady Sylla si incontra con il suo medico, con altri pazienti e familiari con i quali discute la delicata questione dei metodi terapeutici e il loro legame con il colonialismo. Il progetto del film è chiaramente ambizioso, ha unito la descrizione di un luogo ai ritratti di uomini segnati dalla sofferenza. In questo luogo si fondono i diversi tipi di cura (religiosa, tradizionale, moderna) con considerazioni concernenti la molteplicità delle cure. Da quando sono presenti e come possono coesistere tecniche terapeutiche così diverse. Cosa resta della follia? ...il caos, un tumulto di silenzio e diatribe, un mondo inquietante dove ogni cosa rimane da decifrare.
Cosa rimane di coloro con un comportamento incontrollabile? Cosa resta della follia a parte l'assurdità della guerra, della colonizzazione, della violenza e della povertà?"

Intervista al regista Joris Lachaise in occasione della rassegna Depaysements del febbraio 2015: https://vimeo.com/144863781

 
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